Perchè il Laser?

Ai pazienti

L’idea del laser ha preso vita agli albori del secolo scorso grazie ad una brillante intuizione di Albert Einstein, che successivamente Maiman ha perfezionato e reso applicabile in medicina.
Da allora questa innovativa sorgente di radiazione ha sovvertito, lentamente e gradualmente, quello che è il moderno approccio terapeutico in medicina ed in odontoiatria.
Il laser, in un primo tempo riservato a specifiche branche della Medicina come l’oculistica, la chirurgia estetica e la dermatologia, ha acquisito con il tempo, un suo ben delineato ruolo anche in campo odontoiatrico, tanto che ormai si parla di Odontoiatria laser assistita.
La parola L.A.S.E.R. altro che non è che un acronimo: Light Amplification By Stimulated Emission of Radiation che identifica uno strumento in grado di emettere un raggio di luce ottenuto mediante la fuoriuscita di una radiazione che viene dapprima stimolata e poi amplificata all’interno di una macchina.
Il raggio laser così prodotto è un raggio di luce “specifico” ovvero dotato di determinate caratteristiche: monocromatico, coerente, collimato e brillante che gli conferiscono pluripotenzialità e al tempo stesso specificità d’azione.
Si può dire quindi, in parole povere, che è una sorta di radiazione “caricata” di una certa quota di energia; questo “pacchetto di energia” è in grado in un primo tempo di colpire la materia con cui viene a contatto e successivamente di essere selettivamente assorbito dalle molecole che compongono il tessuto bersaglio, le quali nel cavo orale, sono: idrossiapatite, acqua, melanina, emoglobina.
Ma questa non è la sola forma di interazione possibile.
Il “raggio laser” infatti può agire anche su svariati microrganismi presenti in bocca, i quali possono essere causa di molte patologie infettive, eliminandoli.
La terapia laser assistita, a tutt’oggi è ampiamente in grado di comprendere tutti i campi dell’Odontoiatria grazie ad una variegata quanto completa gamma di apparecchi laser ognuno dei quali ha peculiari caratteristiche fisiche e tecniche e dunque applicazioni elettive, con indicazioni e vantaggi operativi.
La principale caratteristica, che ci permette di distinguere le apparecchiature laser, è la “lunghezza d’onda” della radiazione emessa: i laser a bassa lunghezza d’onda, i soft laser, sono efficaci prevalentemente sui “tessuti molli”, quelli ad alta lunghezza d’onda, i power laser agiscono sui tessuti duri, vi sono poi laser dotati di “potere antibatterico”.
I soft laser trovano facilmente impiego in interventi di chirurgia orale, nell’ eliminazione di neoformazioni mucose, nel drenaggio di ascessi, nel trattamento di diverse forme di mucositi, oppure in interventi di natura parodontale come ad esempio correzioni di imperfezioni gengivali, o rimozione di ipertrofie e/o cicatrici.
L’utilizzo dei power laser è prevalente per la chirurgia ossea e dei tessuti duri dei denti e quindi della conservativa. Si riescono ad asportare lesioni cariose con preparazione di cavità “minimali” idonee ad accogliere restauri estetici.
I Laser del terzo gruppo invece, possono essere utilizzati in endodonzia per decontaminare la dentina canalare durante la terapia endodontica o in parodontologia per eliminare la carica batterica presente sulle superfici dentarie e nelle tasche parodontali; in implantologia per la guarigione dei fenomeni di perimplantite. Vengono impiegati anche per il trattamento dell’ipersensibilità dentale.
Tra i laser indicati per i tessuti molli e ad azione “antibatterica” i più utilizzati sono il diodi, il KTP, il Nd –Yag: si tratta di apparecchiature in grado di condurre il raggio a diretto contatto con il suo “target”, grazie a delle fibre ottiche molto sottili, circa 0,2 -0,6 mm, poco più spesse di un capello.
I laser possono essere utilizzati inoltre per il trattamento sintomatico di disturbi come le lesioni aftose o erpetiche, con conseguente eliminazione di quella fastidiosa sensazione di bruciore e/o dolore e quindi notevole sollievo per il paziente.
Come è intuibile, non esiste in sostanza, un unico apparecchio capace di soddisfare tutte le procedure terapeutiche o comunque di risolvere situazioni patologiche “da solo” tranne che per determinati interventi chirurgici, (frenulectomie, frenulotomie, asportazione di: fibromi, mucoceli, angiomi, lesioni da HPV) dove il laser può sostituire in toto il tradizionale bisturi.
Non manca l’applicazione del laser nel campo dell’estetica dentale: il KTP o anche il laser a diodo, grazie ad un effetto termico, se abbinati a gel sbiancanti sono capaci di accelerare e incrementare la loro reazione; ne consegue che, nel trattamento di elementi dentari “discromici”, si può ottenere un risultato più duraturo nel tempo rispetto a quello che si acquisisce con le tecniche standard.
Molto interessante, e in fase di continuo studio ed aggiornamento è l’effetto biostimolante che il laser è in grado di indurre sulle mucose e sui tessuti connettivale ed osseo promuovendo i processi di riparazione e favorendo il processo di guarigione in tempi abbreviati.
In conclusione, i vantaggi dei trattamenti effettuati con il laser sono legati soprattutto alla precisione di taglio, all’attivita’ decontaminante, all’effetto antalgico e bioattivante oltre che alle proprietà emostatiche, e alla minima invasività.
Tutto ciò si traduce in indubbi vantaggi per l’operatore e per il paziente.
Infatti il controllo del sanguinamento, migliora la visibilità del campo operatorio, non obbliga a utilizzare punti di sutura, riducendo, come regola generale, i tempi d’intervento rispetto alle metodiche tradizionali.
Inoltre la scarsa “aggressività” di questa tecnologia consente di portare ai minimi termini il traumatismo diretto sulle strutture oro- maxillo- facciali e questo in sinergia all’intrinseca azione “antidolorifica” del laser riduce di gran lunga infiammazione ed edema postoperatori offrendo al paziente una guarigione veloce, poco fastidiosa e con riduzione del dolore. A tutto ciò va aggiunto che spesso il condurre una procedura terapeutica “laser mediata” richiede un ridotto o nullo apporto di anestetico, e questo ci aiuta notevolmente nel trattamento di bambini e di pazienti ansiosi. Insomma “curarsi con il laser” non offre controindicazioni si tratta di una tecnologia innovativa, efficace, predicibile, atraumatica e priva di pericolosità a condizione che sia nelle mani di operatori capaci ed esperti.

 

Caso clinico 1

Lesione della gengiva Rimozione chirurgica con laser Controllo dopo 20 giorni

Viene presentato l'intervento di asportazione di una lesione che si verifica molto frequentemente sulla gengiva( iperplasia).
In questo caso basta afferrare la neoformazione con una pinzetta da medicazione e agire con il laser che procederà a tagliare il tessuto in eccesso alla base. Il risultato è esteticamente soddisfacente.
In questo modo è possibile prelevare la neoformazione intera per poterla mandare all'osservazione istologica.

 

Caso clinico 2

Situazione inziale Un momento dell'intervento Situazione finale

 

Il frenulo è una plica mucosa che va dalla faccia interna delle labbra fino alle gengive. Quando questo è troppo corto o troppo spesso può creare problemi ai denti. In questi casi è necessario eseguirne l'asportazione. Nella prima foto si osserva il frenulo prima dell'intervento , nella seconda foto una fase dell'intervento con il laser che, come si può osservare, è assolutamente traumatico e nell'ultima foto il risultato dopo una settimana dalla fase chirurgica.

 

Caso clinico 3

Decontaminazione dei canali reticolari di un molare inferiore durante una terapia canalare con laser Nd:YAG

In queste foto sono visibili due momenti di una terapia canalare durante la quale il laser viene impiegato per la disinfezione e la sterilizzazione dei canali radicolari.

 

Caso clinico 4

Una fase della terapia con laser KTP

Nella prima foto si può osservare l'impiego del laser durante una terapia di sbiancamento dei denti e nella seconda il risultato finale.

 

 

 

Ai colleghi

Le enormi potenzialità di applicazione ed i vantaggi ormai statuiti a livello scientifico internazionale, nella gestione di casi talvolta irrisolvibili, dovrebbero essere tra i principali stimoli per tutti gli Odontoiatri ad avvicinarsi alla Odontoiatria Laser che ormai a tutti gli effetti è divenuta una branca a se stante della moderna odontoiatria.

 

Scopo primario del lungo cammino intrapreso anni addietro dalla nostra società è stato quello di conferire dignità assolutamente scientifica a questa disciplina, studiando e sperimentando applicazioni, parametri, vantaggi e svantaggi e creando così i presupposti per consentire ai colleghi odontoiatri di avvicinarsi all'impiego di questi strumenti dopo un idoneo percorso formativo, che è l'unica strada per poter sfruttare a pieno i notevolissimi vantaggi che i laser possono apportare alla pratica quotidiana di ciascuno di noi.

 

Una volta completata la fase di formazione, l'odontoiatra sarà in grado di conoscere l'effetto delle diverse lunghezze d'onda sui tessuti biologici in modo tale da poter ottimizzare i vantaggi potenziali nelle varie specialità dell'odontoiatria. In questo modo i laser, strumenti utilissimi che migliorano la qualità del nostro lavoro, non andranno a snaturare o sovvertire i principi fondamentali della medicina, della chirurgia e dell'odontoiatria nelle sue specialità, facilitando la "nostra" pratica clinica e rendendo la nostra opera gradita
ad una sempre più ampia fascia di pazienti

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